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sancataldese calcio il Mar 1 Dic 2009 - 9:13

La storia
Lastoria della Sancataldese nasce nel lontano 1945 subito dopo la fine
della seconda guerra mondiale e restò in vita per circa 10 anni. A
decretarne la scomparsa fu un episodio al quanto curioso: durante una
partita fu smarrito un intero blocchetto di biglietti e la mancanza dei
soldi per poter pagare i diritti SIAE costrinse la dirigenza a far
fallire la società.
Nel
1956 si riparte con l’Unione Sportiva Sancataldese. Dopo aver cambiato
più volte i colori sociali, si ebbe la consacrazione della tinta VERDE
– AMARANTO, che divenne la maglia ufficiale tutt’oggi indossata nelle
gare ufficiali. La squadra era parecchio seguita dagli sportivi
sancataldesi; i più anziani ricorderanno la carovana di “lambrette” per
lo spareggio contro la Fulmine Marsala che si disputò a Canicattì o,
ancora, la “littorina” allestita per seguire la squadra a Taormina.
Nella
stagione 77/78 si ha la storica promozione dalla Prima Categoria al
campionato di Promozione, una stagione indimenticabile per il numeroso
pubblico che a quei tempi seguiva la Sancataldese.La permanenza nel
campionato di Promozione durò solamente un anno; la Sancataldese si
classificò penultima, ma ottenendo comunque le sue piccole
soddisfazioni. E’ l’anno dei derby contro la corazzata Nissa che vinse
il campionato. L’andata, il 03/12/1978, in un clima infuocato finisce
2-0 per la Nissa, che rimase stupita del tanto agonismo messo sia in
campo che sugli spalti dai sancataldesi. La gara di ritorno disputata
il 22/04/1979 al “Valentino Mazzola”, vede prevalere la formazione di
casa per 1-0 grazie ad uno splendido gol di Otello Ribellino, davanti a
3500 spettatori. Fu la prima sconfitta in quel campionato per la Nissa.
Dopo
anni di campionati altalenanti si arrivò alla stagione 84/85 dove i
goal di Porrovecchio e Dispinseri appassionarono i numerosi tifosi
sancataldesi, nomi che tutt’oggi si sentono nominare anche dai più
giovani. Purtroppo, tra la contestazione dei tifosi verdeamaranto, il
presidente Intilla per problemi economici fu costretto a mollare.
Anni bui per la compagine verdeamaranto che raggiunsero il culmine con la retrocessione in Seconda Categoria.
Nella
stagione 1989/90 si riparte sotto la guida della cordata presieduta da
Michele Marcenò, che vincendo il campionato di seconda categoria
davanti alla società Caltanissetta, darà inizio al periodo più bello e
vincente della storia della Sancataldese. Il grandissimo presidente
riuscì a portare tra le proprie file tantissimi giocatori di notevole
spessore, tra cui Lirio Torregrossa, il giocatore che più di tutti ha
rappresentato l’apice calcistico sancataldese, per aver militato in
società professionistiche tra cui Licata e Torino.

Nella
stagione successiva (1990/91) viene vinto con facilità il campionato di
Prima Categoria e l’anno seguente (1990/91) anche il campionato di
Promozione, dopo un lungo testa a testa con il Noto. Il 10 Maggio 1992,
nel giorno in cui si festeggia il patrono di San Cataldo, la
Sancataldese batte per 4-0 il Vizzini e conquista per la prima volta
nella sua storia l’accesso al campionato di Eccellenza. Lo stesso anno,
grazie alle migliaia di punti raccolti, la società conquista l’accesso
al “Torneo Acqua Vera” che si disputò a Roma. Vittoria dopo vittoria si
arriva alla finale risputata nello stadio dei “Marmi”; il Castel
S.Pietro, avversario della finale; si imporrà 4-1 davanti a centinaia
di supporters sancataldesi. Alcune immagini della partita verranno
trasmesse su 90°minuto e l’allora conduttore Maffei si complimenterà
per la passione e la sportività mostrata dal pubblico sancataldese.
Nella
stagione 1992/93 viene affrontato per la prima volta il campionato di
Eccellenza dove tornò dopo diversi anni il sentito derby contro la
Nissa. La squadra arrivò seconda dietro il Bagheria. Nella stagione
successiva (1993/94) viene disputato ancora un ottimo campionato
arrivando sesti in classifica.
Nella
stagione 1994/95 la Nissa vince il campionato e la Sancataldese
piazzatasi nella seconda posizione, a pari merito del Licata, accede ai
memorabili spareggi che portarono la società nel campionato allora
chiamato “Interregionale”.
Il
primo spareggio, disputato ad Agrigento, viene vinto contro la
compagine licatese per 1-0. Le successive vittorie, prima sul Giarre e
poi sulla formazione sarda dell’ Iglesias, in uno stadio “V. Mazzola”
occupato in ogni ordine di posto, danno origine all’apoteosi calcistica
del dilettantismo: la Sancataldese è nel campionato Interregionale.
Dopo
un anno di Serie D, il presidente Marcenò decide di uscire
definitivamente dall’ambiente calcistico dopo anni di trionfi
indimenticabili.
La
Sancataldese, gestita da una serie di imprenditori che si susseguiranno
nel tempo, restò in serie D per altri 6 lunghi anni, grazie anche ad un
ripescaggio dopo uno spareggio perso contro il Mazara a Termini
Imerese. L’entusiasmo con il tempo andò lentamente scemando, anche
perchè a causa della mancanza di un impianto sportivo adeguato, la
società sarà costretta a disputare le gare interne nello stadio “Pian
del Lago” di Caltanissetta.
Nella
stagione 2001/02, la formazione sancataldese, dopo lo spareggio perso
ai calci di rigore contro il Corigliano Calabro disputato allo stadio
Celeste di Messina, retrocede nel campionato di Eccellenza. Gli anni
che seguirono furono di profonda agonia, ma furono anche gli anni che
portarono alla ribalta gli ultras del “Commando Neuropatico San
Cataldo” per l’estremo attaccamento alla squadra locale.
La
stagione 2004/05 e’ la più tribolata, mancano i soldi, la società è
praticamente inesistente.Gli ultras presero in mano le redini della
società e la gestirono tra mille difficoltà. La Sancataldese perdendo
lo spareggio di Mazara del Vallo ai calci di rigore contro la
Fincantieri retrocede nel campionato di Promozione.
Nessun
nuovo imprenditore prese le redini della società Sancataldese Calcio,
ma grazie alla caparbietà degli ultrà sancataldesi si riuscì a salvare
la società e a presentare la domanda di ripescaggio nel campionato di
Eccellenza. Tale richiesta verrà accolta in quanto classificata al
primo posto dell’elenco delle società potenzialmente beneficiarie.
Questa nuova ventata di passione contribuì all’ascesa della nuova ed
attuale dirigenza, che portò la formazione sancataldese a sfiorare i
playoff promozione nella stagione 2005-06.
Nella
stagione della anniversario dei 50 anni della Sancataldese, sta per
iniziare la nuova avventura con tanti buoni propositi e tanta passione.
Al vertice della Società troviamo una famiglia imprenditori
sancataldesi, che fin dai primi di Luglio appronta una squadra nata per
vincere il campionato, i nomi sono di quelli che contano. Ma dopo
qualche giornata questi per motivi personali, decidono di
ridimensionare il progetto, fino ad arrivare alla cessione del titolo.
Comincia
quindi una lunga agonia che porterà lentamente la Sancataldese ad
occupare nell’ultima giornata di campionato la penultima posizione in
classifica che sancisce quindi la retrocessione diretta nel campionato
di Promozione, frutto anche di un’ingiustizia perpetrata ai danni della
Sancataldese Calcio, da parte del “Palazzo“della Lega di
Palermo, infatti a fine campionato veniva sancita la retrocessione
all’ultimo posto della società Raffadali, che doveva permettere quindi
alla Sancataldese la disputa quantomeno dei Play-Out, nel frattempo già
disputati, ma nonostante la Società presieduta Pro-tempore dal Presidente Giuseppe Livrizzi, avesse tentato in tutti i modi di chiedere giustizia la
Lega con a capo l’allora Presidente Gianfranco Provenzano, rimaneva
insensibile a tale richiesta e convocando le tre Società interessate, (Sancataldese-Pro
Favara- Terrasini), proponeva uno spareggio a tre con partite da 45
minuti, e salvando la migliore classificata, il tutto quando si era già
arrivati a fine Giugno. Tale proposta lasciava sbigottiti i Presidenti
delle 3 Società intervenute che rifiutavano tale assurda proposta e
chiedevano al Presidente Provenzano o la legittima disputa delle gare
dei Play-Out, per come la classifica era stata stilata, che prevedeva
l’inserimento della Folgore già salva nello scontro avuto con la Pro
Favara. O in alternativa la riammissione di tutte e tre le squadre nel
Campionato di Eccellenza. Ma il Presidente Provenzano, non curante
dell’abominevole errore commesso dalla sua truppa, decideva di
retrocedere tutte e tre le squadre, portando cosi’ a 5, le squadre
retrocesse in quel girone. Ne conseguiva quindi una crisi che soltanto
grazie all’abnegazione del Presidente Livrizzi coadiuvato dall’Avv.
Salvatore Pirrello, da Pio Cammarata e da Salvatore Emma, riusciva solo
a metà Agosto a mettere in piedi una nuova cordata Societaria, sana e
seria, che decideva di sposare il progetto Sancataldese, e come primo
passo si proponeva la rinascita del Settore Giovanile, fiore
all’occhiello punto di riferimento per il calcio del centro Sicilia da
sempre, e la costituzione di una squadra giovane che possa quantomeno
salvare la categoria nel nuovo campionato di Promozione che era già
alle porte.
Il
progetto anche se con ritardo ha inizio, dopo tre giorni dalla
costituzione della Società (siamo al 20 Agosto 2008) inizia la stagione
con la Coppa Italia, che vede la Sancataldese affrontare nel polveroso
l’ambizioso Sommatino, l’incontro termine con il risultato di 2-2,che
conforta non poco tutto l’enturage Sancataldese. Ma purtroppo è solo un
fuoco di paglia, la stagione continua con una serie di alti e bassi che
portano la Società a cambiare ben tre allenatori, (Raimondo Giambra,
Raffaele Ammendola e Lirio Torregrossa). Ma nonostante gli sforzi di
tutta la Società e di tutto l’ambiente, la Sancataldese è
costrettanuovamente a retrocedere per via della lotteria dei Play-out
disputatisi sul campo neutro di Bagheria che vedeva la Sancataldese
dominare l’intero incontro ma alla fine pareggiare con il Marsala
1912,e che sanciva la retrocessione della Sancataldese Calcio in
virtu’del peggiore piazzamento registratosi durante il campionato.
Uniche note positive dell’annata disgraziata appena
trascorsa, venivano dal costante attaccamento alla Sancataldese da
parte dei propri sostenitori, sempre presenti ad ogni partita sia in
casa che in trasferta a sostegno della beneamata della propria città,
(da ricordare la trasferta di una ventina di tifosi in quel di
Favignana). Altra nota positiva che giungeva subito dopo la
retrocessione era l’accordo che il Vice Presidente Salvatore Pirrello
unitamente al Presidente Michele Geraci, raggiungevano con il
Presidente del Sommatino Calcio Tonino
Spallino, che decideva di sposare il progetto ambizioso che si
vuolemettere su a San Cataldo, e di fare una fusione tra Sommatino e
Sancataldese al fine di permettere di costituire una Società piu’ sana
e piu’ forte che possa finalmente dare alla nostra città il lustro che
merita.
fonte: http://www.sancataldesecalcio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=44&Itemid=53

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